I racconti del mi' babbo

Wednesday, January 07, 2009

Foresto ed il leone

Questo e` un altro dei racconti del mi' babbo. Con questo storia, raccolta e corretta dalla mia sorella Mariella, il babbo vinse il premio per il miglior racconto ad una competizione organizzata dal circolo ricreativo dei tranvieri.

Foresto era un filoviere un po' curioso, ma un buon ragazzo.
Aveva da poco cambiato casa e da Settignano si era trasferito a Scandicci. Una mattina era chiamato in servizio presto e mentre si accingeva ad andare in via Rossi, dove sarebbe passato l'autobus delle quattro, quello riservato al personale, fu sorpassato da un uomo in uniforme, che gli disse: Stia attento, perche` dal circo e` scappato un leone.
Foresto per fare lo spavaldo rispose: Lei o e` grullo o gli fa freddo.
E l'altro: freddo me ne fa abbastanza, e` tutta la notte che giro in bicicletta, ma se incontra il leone, il grullo e` lei.
E se ne ando`. Fatti pochi metri ecco venirgli incontro di corsa un ragazzo che gridava: Non vada piu` avanti che sotto quel lampione c'e` un leone accovacciato.
Foresto coraggiosamente torno` indietro di corsa e lui e il ragazzo infilarono in un portone aperto. Le persone della casa a sentire quel tramestio si svegliarono e si affacciarono alle scale e Foresto chiese per cortesia di telefonare, perche` nel frattempo l'autobus era passato e lui aveva gia` fatto tardi per prendere servizio.
Al Deposito Cure c'era come capo servizio un controllo che si chiamava Angelo Chiarugi ( purtroppo anche lui adesso e` morto). Pronto Angiolo, sono Foresto, sono chiamato presto, ma non posso venire perche` per la strada c'e` un leone che non mi fa` passare.
Angiolo conoscendo il soggetto credeva che fosse una balla, ma l'altro insisteva. Foresto, ma dove sei tornato di casa in Africa? No, rispose lui, sono tornato a Scandicci.
Dopo poco passo un camioncino del circo con il domatore, l'uomo scese, ando` vicino al leone e gli disse: Forza Tobruk, non fare storie e salta sul camioncino. E quello obbedi`. La strada era libera e Foresto pote` prendere l'autobus successivo.
Da quel giorno bastava che uno dicess: Foresto e subito tutti, quello del leone.

Thursday, May 01, 2008

Dagni un froggacche a Svasinto

Mentre guidava l'autobus noto` un capannello di persone nel mezzo del V.le Petrarca di fronte al Circolino della Florentia Legnami. Incuriosito si fermo e scese per vedere che cosa fosse successo.
Un giovane era stato appena investito mentre cercava di attraversare il V.le Petrarca. I frequentatori del Circolino si erano immediatamente precipitati fuori. Tra la commozione e l'eccitazione che sempre accompagna queste situazioni il mi' babbo pote raccogliere alcuni dei commenti in sanfredianino stretto
del tipo.
"Bada ohh, hanno arrotato Svasinto..", "Porca Madosca, guarda che rotata gl'ha preso, poero Svasinto..." e via e via.
Ma i commenti che colpirono l'immaginazione
del mi' babbo e che entrarono per sempre nella storia della famiglia Cortigiani "Dagni un frognacche a Svasinto." seguiti da "Che si riara?", a riguardo dello spelling del riara non sono troppo sicuro.
Per la traduzione in italiano e` la seguente: Svasinto era l'adatazione in fiorentino/sanfredianino, di Washington.
Per qualche non noto motivo qualche genitore fiorentino deve essere stato cosi colpito dalle imprese
del primo presidente americano da battezzare il proprio figlio, con quello che tra le altre cose e` il cognome dello presidente.

Per quanto riguarda la traduzione il resto della mitica frase "Dagni un frognacche a Svasinto. Che si riara?" il parere unanime della comunita` accademica e` il seguente:

"Dagli un
Cognac a Washington" - "Che si riprendera?

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Thursday, January 04, 2007

Partita a scopina dei Cortigiani Maggio 06

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il babbo mentre gioca a scopa Maggio 06

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