Foresto ed il leone
Questo e` un altro dei racconti del mi' babbo. Con questo storia, raccolta e corretta dalla mia sorella Mariella, il babbo vinse il premio per il miglior racconto ad una competizione organizzata dal circolo ricreativo dei tranvieri.
Foresto era un filoviere un po' curioso, ma un buon ragazzo.
Aveva da poco cambiato casa e da Settignano si era trasferito a Scandicci. Una mattina era chiamato in servizio presto e mentre si accingeva ad andare in via Rossi, dove sarebbe passato l'autobus delle quattro, quello riservato al personale, fu sorpassato da un uomo in uniforme, che gli disse: Stia attento, perche` dal circo e` scappato un leone.
Foresto per fare lo spavaldo rispose: Lei o e` grullo o gli fa freddo.
E l'altro: freddo me ne fa abbastanza, e` tutta la notte che giro in bicicletta, ma se incontra il leone, il grullo e` lei.
E se ne ando`. Fatti pochi metri ecco venirgli incontro di corsa un ragazzo che gridava: Non vada piu` avanti che sotto quel lampione c'e` un leone accovacciato.
Foresto coraggiosamente torno` indietro di corsa e lui e il ragazzo infilarono in un portone aperto. Le persone della casa a sentire quel tramestio si svegliarono e si affacciarono alle scale e Foresto chiese per cortesia di telefonare, perche` nel frattempo l'autobus era passato e lui aveva gia` fatto tardi per prendere servizio.
Al Deposito Cure c'era come capo servizio un controllo che si chiamava Angelo Chiarugi ( purtroppo anche lui adesso e` morto). Pronto Angiolo, sono Foresto, sono chiamato presto, ma non posso venire perche` per la strada c'e` un leone che non mi fa` passare.
Angiolo conoscendo il soggetto credeva che fosse una balla, ma l'altro insisteva. Foresto, ma dove sei tornato di casa in Africa? No, rispose lui, sono tornato a Scandicci.
Dopo poco passo un camioncino del circo con il domatore, l'uomo scese, ando` vicino al leone e gli disse: Forza Tobruk, non fare storie e salta sul camioncino. E quello obbedi`. La strada era libera e Foresto pote` prendere l'autobus successivo.
Da quel giorno bastava che uno dicess: Foresto e subito tutti, quello del leone.
Foresto era un filoviere un po' curioso, ma un buon ragazzo.
Aveva da poco cambiato casa e da Settignano si era trasferito a Scandicci. Una mattina era chiamato in servizio presto e mentre si accingeva ad andare in via Rossi, dove sarebbe passato l'autobus delle quattro, quello riservato al personale, fu sorpassato da un uomo in uniforme, che gli disse: Stia attento, perche` dal circo e` scappato un leone.
Foresto per fare lo spavaldo rispose: Lei o e` grullo o gli fa freddo.
E l'altro: freddo me ne fa abbastanza, e` tutta la notte che giro in bicicletta, ma se incontra il leone, il grullo e` lei.
E se ne ando`. Fatti pochi metri ecco venirgli incontro di corsa un ragazzo che gridava: Non vada piu` avanti che sotto quel lampione c'e` un leone accovacciato.
Foresto coraggiosamente torno` indietro di corsa e lui e il ragazzo infilarono in un portone aperto. Le persone della casa a sentire quel tramestio si svegliarono e si affacciarono alle scale e Foresto chiese per cortesia di telefonare, perche` nel frattempo l'autobus era passato e lui aveva gia` fatto tardi per prendere servizio.
Al Deposito Cure c'era come capo servizio un controllo che si chiamava Angelo Chiarugi ( purtroppo anche lui adesso e` morto). Pronto Angiolo, sono Foresto, sono chiamato presto, ma non posso venire perche` per la strada c'e` un leone che non mi fa` passare.
Angiolo conoscendo il soggetto credeva che fosse una balla, ma l'altro insisteva. Foresto, ma dove sei tornato di casa in Africa? No, rispose lui, sono tornato a Scandicci.
Dopo poco passo un camioncino del circo con il domatore, l'uomo scese, ando` vicino al leone e gli disse: Forza Tobruk, non fare storie e salta sul camioncino. E quello obbedi`. La strada era libera e Foresto pote` prendere l'autobus successivo.
Da quel giorno bastava che uno dicess: Foresto e subito tutti, quello del leone.
